ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Stati Uniti – Australia
Le scommesse di ValoriBet non lasciano scampo all’Australia. Sono gli Stati Uniti la corazzata della Coppa del Mondo 2026
Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.
Ecco finalmente su ValoriBet gli Stati Uniti di Donald Trump, grande protagonista della Coppa del Mondo 2026 nonostante non scenda (per adesso, non si sa mai) in campo. E nonostante all’esordio non sia nemmeno presentato allo stadio, lasciando solo il suo amico Infantino, preferendo invece l’evento di arti marziali da lui organizzato alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti di Pulisic, Tillman e Balogun, allenati (finora in maniera piuttosto confusa, nonostante il roboante 4-1 sul Paraguay) da Pochettino sfidano l’Australia, a punteggio pieno dopo il 2-0 alla Turchia. Anche qui però non deve ingannare il risultato. L’Australia è una squadra molto difensiva, che infatti schiera due italiani. Circati del Parma, nato in Italia ma cresciuto a Perth, e Volpato del Sassuolo, che ha fatto il percorso inverso. Più un terzo che di azzurro non ha nulla se non il nome: Italiano.
Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Stati Uniti – Australia risultato esatto 6-1
Da dove vogliamo cominciare? Se lo scopo di ValoriBet è segnalare il Paese peggiore dal punto di vista sociale, economico e ambientale beh… gli Stati Uniti, con o senza Trump, sono una vera e propria corazzata. Partiamo dal Financial secrecy index della Tax justice network? Gli Stati Uniti sono primi al mondo con un punteggio di 68,6, grazie ai paradisi fiscali in Delaware, Nevada e South Dakota che ospitano strutture societarie più opache di quelle delle Bermuda. 1-0. Debito pubblico? Con il 120,5% del Pil secondo il Fondo monetario internazionale nel 2026 è il terzo più alto del Mondiale dopo Giappone e Bahrain. 2-0. Spesa militare? Secondo Sipri è la più alta al mondo per valore assoluto con 997 miliardi di dollari nel 2025. E quest’anno può solo aumentare. 3-0 a fine primo tempo e tutti a casa.
Certo l’Australia non è un paradiso, tutt’altro. Un gol almeno lo segna per esempio per la violenta e brutale gestione dei suoi confini con i campi offshore di Nauru e Manus. Ma di fronte ha veramente un gigante del terrore. Gli Stati Uniti segnano ancora grazie al rating 4 dell’Ituc Global rights index 2025: violazioni sistematiche dei diritti del lavoro, stesso livello di Arabia Saudita e Iran. 4-1. Press freedom index di Reporters sans frontières al cinquantasettesimo posto: il peggior ranking mai registrato dagli Stati Uniti dopo gli attacchi continui di Trump alla stampa. 5-1. Coefficiente di Gini al 41,8. Il livello di disuguaglianza di reddito più elevato rispetto alla media degli altri Paesi sviluppati: l’1% più ricco controlla il 31% della ricchezza, il 50% più povero appena il 2,6%.
Risultato esatto: 6-1. E per fortuna l’arbitro fischia la fine.




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