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Zerozerocinque e Non con i miei soldi. Due facce della stessa medaglia

Non con i miei soldi! invita le persone che hanno scelto di agire per un uso responsabile del denaro ad aderire alle mobilitazioni lanciate per ...

Di Non con i miei soldi

Non con i miei soldi! invita le persone che hanno scelto di agire per un uso responsabile del denaro ad aderire alle mobilitazioni lanciate per la settimana dal 15 al 22 maggio dalla campagna Zero Zero Cinque.
Andrea Baranes dedica un post proprio all’unione tra le due iniziative. Perché oggi dire Non con i miei soldi! vuol dire anche chiedere alla politica di istituire nuove regole per fermare la speculazione finanziaria.

 
La tecnologia che ci sfugge di mano, macchine in guerra contro gli esseri umani. Il tema è ricorrente nella letteratura e nel cinema di fantascienza, da Matrix a Terminator solo per citare due esempi noti. Oggi, sui mercati finanziari statunitensi il 70% delle operazioni sono realizzate da computer, senza nessun intervento umano. In Europa tali operazioni sarebbero “solo” il 40% del totale.
Parliamo dell’High Frequency Trading, o commercio ad alta frequenza, l’ultima frontiera della speculazione. Computer che realizzano migliaia di operazioni finanziarie ogni ora, acquistando e vendendo valute, azioni, obbligazioni, derivati sul cibo o sul prezzo del petrolio o qualsiasi altro titolo finanziario, per guadagnare su minuscole oscillazioni dei prezzi.
Oggi si parla apertamente di programmi “pirata” che si inseriscono negli ordini di acquisto e vendita dei fondi pensione e di investimento, per guadagnare battendoli in velocità; di operazioni di “guerriglia” di tali programmi informatici sui mercati finanziari. Un termine entrato nel gergo tecnico è “pingare”. Il nome viene dal suono, “ping”, che fanno i radar quando scandagliano il cielo o un fondale marino. In maniera analoga, i programmi dei computer ad alta velocità immettono in ogni istante un numero spropositato di ordini di bassissimo importo in acquisto e in vendita, finché non agganciano un investitore. A quel punto parte l’attacco, sfruttando la velocità dei programmi, che permette di comprare a un prezzo più basso e rivendere dopo pochi millesimi di secondo a un prezzo più alto. Complessivamente parliamo di una massa gigantesca di operazioni che non hanno la benché minima utilità per il funzionamento della finanza, né tantomeno per l’economia reale, ma che al contrario aumentano l’instabilità e la volatilità e falsano i prezzi di mercato. E questa è unicamente una tecnica tra le più basilari eseguite quotidianamente nel gigantesco sottobosco della finanza-casinò.
Come difendersi da queste e altre operazioni speculative? Una proposta esiste. Parliamo della tassa sulle transazioni finanziarie o TTF, un’imposta estremamente ridotta – pari allo 0,05% – su ogni acquisto di strumenti finanziari. Il tasso minimo non scoraggerebbe i “normali” investimenti sui mercati mentre chi specula comprando e vendendo titoli nell’arco di pochi secondi o addirittura di millesimi di secondo dovrebbe pagare la tassa per ogni transazione. Il peso della tassa diventa progressivamente più alto tanto più gli obiettivi sono di breve periodo.
La TTF rappresenta quindi uno strumento di straordinaria efficacia per frenare la speculazione senza impattare l’economia reale. La dimensione della finanza è tale per cui anche un’imposta dello 0,05% permetterebbe di generare un gettito di 200 miliardi di euro nella sola Europa e di 650 miliardi di dollari su scala internazionale, da destinare alle spese sociali e alla tutela dei Beni Pubblici Globali. Se tra questi ultimi si include la stessa stabilità finanziaria internazionale i vantaggi sarebbero immediati.
Il freno alla speculazione e la generazione di un gettito sono unicamente i due effetti più immediati di una TTF, ma le ricadute positive sono molte di più. Primo, le attività finanziarie sono tassate in maniera del tutto inadeguata o non lo sono per nulla, in particolare rispetto alla tassazione sul lavoro. Una TTF va quindi nella direzione di una maggiore giustizia fiscale. Secondo, a pagare la tassa sono i grandi attori della finanza, a partire da quelli a vocazione speculativa quali gli hedge fund. La TTF è dunque uno strumento di redistribuzione delle ricchezze su scala globale e obbliga la finanza a pagare almeno una parte del costo della crisi. Terzo, si ridà alla sfera politica una forma di controllo su quella finanziaria. Quarto, viene diminuito il volume complessivo delle attività finanziarie, liberando risorse che si possono investire nell’economia reale. Quinto, un’imposta permetterebbe di migliorare la tracciabilità e quindi la trasparenza dei flussi finanziari. Sesto, la stessa TTF rappresenta uno dei sistemi più efficaci per implementare dei controlli sui flussi di capitale in entrata e in uscita dai Paesi, un’altra misura fondamentale per riscrivere le regole della finanza globale.
Se strutturata in maniera opportuna, la TTF potrebbe essere implementata senza problemi e con scarsissime possibilità di elusione in una singola regione (Unione Europea) o zona valutaria (area euro). Oltre agli immediati vantaggi, un’implementazione della TTF nell’area dell’euro darebbe un segnale di grande forza nella direzione di una sua applicazione in altre nazioni, e progressivamente su scala internazionale.
Il sito Non con i miei soldi nasce per riflettere e fare riflettere su come le nostre scelte quotidiane sull’uso del denaro possano influenzare, in positivo e in negativo, l’andamento dell’economia e dei mercati finanziari. E’ per cosi dire un’iniziativa dal basso per modificare il comportamento di banche e attori finanziari. Nello stesso momento è necessario e urgente approvare un sistema di regole per impedire alcuni comportamenti irresponsabili. Parliamo di chiudere i paradisi fiscali, di diminuire la leva finanziaria, di regolamentare i derivati e via discorrendo.
In questi e in altri ambiti le difficoltà non sono di natura tecnica. Sappiamo cosa andrebbe fatto, è unicamente questione di volontà politica. Questo è vero in particolare per la tassa sulle transazioni finanziarie. Se ne discute da anni (da decenni, considerando la “vecchia” Tobin Tax che si applicava unicamente al mercato delle valute), e ora il momento potrebbe essere decisivo. Il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza per una sua introduzione, la Commissione europea ha pubblicato una propria bozza di direttiva, diversi governi dell’UE si sono detti favorevoli.
Occorre un ulteriore sforzo di tutte e tutti noi per per fare sentire la nostra voce e per superare l’enorme potere delle lobby finanziarie che, malgrado i disastri combinati negli ultimi anni, continuano a opporsi ad ogni proposta di regolamentazione. Per questo in Italia la campagna Zerozerocinque, coordinandosi con analoghe campagne in tutta Europa e su scala internazionale, ha lanciato una settimana di mobilitazione dal 15 al 22 maggio. Sul sito sono disponibili tutte le informazioni per attivarsi in prima persona.
Introdurre delle regole per fermare la finanza-casinò, a partire dalla tassa sulle transazioni finanziarie e cambiare i nostri comportamenti in ambito finanziario. Campagna Zerozerocinque e Non con i miei soldi. Due facce della stessa medaglia per riportare la finanza a essere uno strumento al servizio dell’economia e delle persone, non il contrario come avviene oggi.
 

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