ValoriBet, le peggiori scommesse sulla Coppa del Mondo 2026: Francia – Spagna
Nella semifinale dei Mondiali 2026 Francia e Spagna pareggiano sui numeri, ma con traiettorie opposte: Parigi peggiora, Madrid migliora
Benvenuti su ValoriBet la piattaforma di Valori che offre consigli per le scommesse sulla Coppa del Mondo 2026. Perché se il calcio della Fifa di Gianni Infantino è un dispositivo di potere che si configura nel disprezzo dei diritti umani, allora tanto vale giocare ad armi pari. Quelle della speculazione dei mercati finanziari, che non sono altro che enormi piattaforme per scommesse. Solo che, anche in questo caso, lo facciamo a modo nostro. Quello che vi offriamo infatti sono i risultati esatti delle partite. Ma non ci basiamo su parametri calcistici, bensì sugli indicatori economici, sociali e politici dei Paesi che prendono parte al Mondiale. E peggio sono messi più punti assegniamo loro per segnare un gol. Insomma, se questo è il calcio, vinca il peggiore.
La sfida tra Francia e Spagna è la finale anticipata tra le nazionali più dominanti del XXI secolo, (tre mondiali e quattro europei negli ultimi trent’anni, una cosa impressionante). Le due squadre però ci arrivano in modo diverso. La Francia dopo avere dominato mentalmente, fisicamente, e soprattutto nel gioco ogni partita, da quella più spettacolare col Senegal a quella più difficile col Paraguay. La Spagna senza mai impressionare e dando a tratti l’impressione di nemmeno meritare (ma così non è stato ovviamente). Basti pensare che la Francia ha il giocatore che ha fatto più gol (Mbappé a 8) e quello che ha fatto più assist (Olise a 5). Mentre la stellina Yamal è ferma a 1 gol e 0 assist e la Spagna avanza coi gregari Oyarzabal e Merino. Nonostante questo, la partita resta apertissima e si annuncia assai spettacolare.
Le scommesse di ValoriBet sulla Coppa del Mondo 2026: Francia – Spagna risultato esatto 2-0
Le due squadre più dominanti del XXI secolo si equivalgono sotto diversi punti di vista. E così anche il numero delle azioni da gol è pressoché identico. La partita è divertente perché la Francia è trentaduesima nel Corporate Tax Haven Index mentre la Spagna è trentottesima. Il debito pubblico è al 116% del Pil per i francesi e al 100% per gli spagnoli. Ma una certa superiorità francese si comincia a notare sulla spesa militare: 2,1% del Pil per il governo Bayrou, 1,3% per Sanchez secondo i dati di Sipri. Anche dal punto di vista ambientale gli attacchi delle due squadre si equivalgono, a partire dalle emissioni: 4,25 tonnellate di CO2 pro capite per Parigi, 4,68 per Madrid.
La superiorità francese intravista nel riarmo si manifesta di nuovo nel mix delle rinnovabili (26,2% in Francia contro 56,7% in Spagna) ed esplode, è il caso di dirlo, sulla questione del nucleare: 56 reattori in esercizio, età media 40 anni. E così alla fine del primo tempo arriva il vantaggio di Mbappé e soci. Anche la ripresa si apre in equilibrio. Gli indicatori sociali sono veramente molto simili, a volte a favore dell’una a volte dell’altra. Coefficiente di Gini spagnolo al 33,9, francese al 31,2. Diritti del lavoro per il rating Ituc leggermente peggiori per la Spagna (3) che per la Francia (2). Press Freedom Index con la Spagna al ventitreesimo posto contro il venticinquesimo della Francia e Democracy Index con spagnoli al ventunesimo posto e francesi al ventiseiesimo.
Come nella questione ambientale e in quella economica è netta da una parte la tendenza progressiva e dall’altra quella regressiva, così è anche in politica. Se i numeri degli indici presi in esame indicano una sostanziale situazione di pareggio è solo perché quelli della Spagna stanno migliorando notevolmente anno dopo anno. Mentre quelli della Francia stanno precipitando. E a primavera ci sono le elezioni presidenziali, con lo spettro dell’estrema destra. Per questo, dopo un match sostanzialmente equilibrato, in pieno recupero i francesi raddoppiano.
Risultato finale esatto: Francia – Spagna 2-0




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