Regno Unito, 11 esperti di nutrizione su 19 legati all’industria alimentare

Il comitato ha introdotto nuove regole per limitare i legami con le aziende, ma con una deroga per chi è già in carica

Tavolette Cadbury, marchio di Mondelez, tra i finanziatori di organizzazioni legate agli esperti di nutrizione del governo britannico © moomusician/iStockPhoto

In breve

  • Secondo un’inchiesta del Bmj, sei dei 19 esperti che consigliano il governo britannico sulla nutrizione hanno interessi nell’industria alimentare che dovrebbero precluderne la nomina.
  • Il codice di condotta aggiornato a settembre 2025 vieta questi legami, ma consente ai membri già in carica di mantenerli fino a due anni.
  • Il comitato orienta le linee guida del servizio sanitario su ultraprocessati e dolcificanti: per gli esperti critici, questi legami minano la fiducia nelle sue decisioni.

Una dei consulenti del Comitato consultivo scientifico sulla nutrizione (Sacn) del Regno Unito è stata a lungo ai vertici della British Nutrition Foundation. Il Sacn è il gruppo di esperti che consiglia il governo su dolcificanti artificiali, alimenti ultraprocessati e linee guida alimentari per neonati, bambini piccoli e over 65. I suoi rapporti orientano sia le politiche nazionali sia le raccomandazioni del servizio sanitario per un’alimentazione sana. La British Nutrition Foundation invece è un ente di beneficenza finanziato, tra gli altri, da Coca-Cola, Nestlé e Mondelez, proprietaria del marchio Cadbury.

Un altro dei membri del comitato è azionista di Sainsbury’s, la seconda catena di supermercati del Regno Unito. Altri quattro dei 19 membri, invece, hanno ricevuto sovvenzioni per le proprie ricerche dall’industria della carne, dei latticini e della frutta secca. Uno di loro, in particolare, da Danone.

In tutto sono sei persone su 19, quasi un terzo del comitato. Lo rivela un’inchiesta della rivista medica britannica Bmj, firmata dalla giornalista freelance Sophie Borland, che ha analizzato il registro degli interessi del Sacn pubblicato a giugno 2026. Sono interessi che il comitato stesso classifica come «significativi» e che, per le sue regole, dovrebbero precludere la nomina.

Conflitti di interesse: il nuovo codice e la deroga di due anni

A settembre 2025, un anno dopo un’inchiesta del Bmj che aveva mostrato come più della metà dei consulenti di allora avesse conflitti di interesse con l’industria alimentare, il Sacn ha aggiornato il proprio codice di condotta. Per la prima volta stabilisce che non si può entrare nel comitato con interessi significativi legati all’industria. Tra questi, il possesso di azioni, i finanziamenti alla ricerca e gli incarichi in comitati consultivi. Quell’inchiesta era stata citata anche in un importante rapporto della Camera dei Lord su dieta e obesità.

Le nuove regole prevedono però un periodo transitorio che permette ai membri già in carica di mantenere i rapporti esistenti per un massimo di due anni. Il ministero della Salute britannico spiega che il codice serve a «ridurre ogni percezione di parzialità». Aggiunge che i consulenti non possono assumere nuovi interessi in contrasto con la policy e potranno essere riconfermati solo se la rispetteranno. Nel frattempo, assicura, chi ha interessi significativi è escluso dalle discussioni pertinenti.

Nestlé, Pepsico e Danone dietro ricerche e convegni dei membri

Il quadro, secondo il Bmj, è più ampio di quello dichiarato. Oltre ai sei casi significativi, altri tre membri risultano nel registro per finanziamenti di ricerche o consulenze per aziende più piccole, classificati come “rilevanti” anziché “significativi”. Il Bmj ha poi individuato ulteriori legami che il comitato non ha segnalato. Susan Fairweather-Tait è distinguished fellow dell’American Society for Nutrition, organizzazione finanziata da aziende tra cui Mondelez, Nestlé e Pepsico. Altri cinque membri fanno parte della Nutrition Society britannica, che riceve sponsorizzazioni da Pepsico per i convegni. In tutto, tenendo conto delle sovrapposizioni, 11 membri su 19 hanno legami con l’industria alimentare.

Per Julie Lovegrove, presidente del Sacn, il registro segnala finanziamenti di ricerca da Alpro e dalle industrie lattiero-casearie olandese e danese, più il finanziamento di un dottorando da parte di un’azienda casearia britannica. Kevin Whelan, del King’s College London, ha ricevuto un compenso per un intervento a un convegno sponsorizzato da Yakult e fondi di ricerca da Danone, dall’International Dried Fruit and Nut Foundation e dall’Almond Board of California. Per Mairead Kiely, dell’University College Cork, risultano un compenso dalla Dutch Dairy Organisation per un intervento e fondi da Meat Technology Ireland.

Tra chi ha solo un legame con l’industria segnalato nel registro, Susan Lanham-New è stata trustee della British Nutrition Foundation fino a gennaio 2026, dopo esserne stata governor dal 2015. Gill Fine è azionista di Sainsbury’s. Lucilla Poston ha ricevuto fondi dall’Almond Board of California.

La Soil Association chiede di sostituire i membri in conflitto

Chris van Tulleken, docente all’University College London e autore di Ultra-Processed People, precisa che nessuno intende accusare i singoli di scorrettezze. I rapporti con l’industria, ricorda, influenzano però convinzioni e comportamenti e minano la fiducia nelle decisioni. Rob Percival, della Soil Association, chiede che i membri in condizioni di conflitto di interessi lascino il comitato subito, con una selezione aperta per sostituirli. Chi ha ricevuto fondi in relazione a un prodotto, aggiunge, non dovrebbe poi occuparsi di decisioni che lo riguardano.

L’autorevolezza di un comitato come questo dipende dalla sua indipendenza, ribadisce van Tulleken. Gli interessi economici, anche quando cessano, indeboliscono la fiducia del pubblico e conferiscono credibilità ad aziende che, dice, danneggiano la salute e l’integrità della scienza. A giugno, intanto, il comitato ha valutato se formulare nuove raccomandazioni su alimenti ultraprocessati, dolcificanti artificiali, proteine e cereali integrali. Ha deciso di tenerli sotto osservazione. Nel frattempo lavora su salute materna, vitamina D e alimentazione dei neonati.

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