Pesticidi, un’epidemia invisibile: quasi un agricoltore su due avvelenato ogni anno

Uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health stima 11mila morti l'anno, soprattutto in Asia meridionale e Africa orientale

Un agricoltore spruzza pesticidi in un campo di cetrioli a Ogun, in Nigeria © Tolu Owoeye/iStockPhoto

In breve

  • Il 46% degli agricoltori nel mondo viene avvelenato ogni anno dai pesticidi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health.
  • L’esposizione avviene durante la preparazione e l’uso dei pesticidi, ma anche a contatto con colture, attrezzature e indumenti contaminati.
  • Le aree più colpite sono Asia meridionale, sud-orientale e Africa orientale, con 11mila morti l’anno; i ricercatori chiedono all’Onu di vietare i pesticidi più pericolosi.

L’avvelenamento acuto da pesticidi rappresenta una grave e continua sfida per la salute pubblica globale. È la conclusione, ribadita da tempo ma ora corroborata da nuovi drammatici dati, a cui sono giunti i ricercatori di uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health. Secondo lo studio, il 46% degli agricoltori globali viene avvelenato ogni anno dai pesticidi.

Una vera e propria emergenza concentrata soprattutto in Asia meridionale, Asia sud-orientale e Africa orientale, ma che lascia pesanti tracce anche in Europa. E che si traduce in una strage stimata di 11mila decessi all’anno.

Lo studio di Pesticide Action Network sugli avvelenamenti

Lo studio è stato commissionato da Pesticide Action Network, una rete internazionale di organizzazioni non governative, istituzioni e individui. La rete si batte per eliminare l’uso dei pesticidi chimici pericolosi e promuovere alternative ecologiche e sicure. La finestra temporale presa in considerazione va dal 2006 al 2023. I dati derivano dall’estrapolazione di quelli pubblici dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), combinati con la letteratura scientifica disponibile. Il risultato, che non tiene in considerazione gli impatti a lungo termine, è una stima aggiornata degli avvelenamenti per pesticidi suddivisa per regione e per Paese. Che si caratterizza per numeri drammatici.

Ogni anno si verificano tra i 402 e i 433 milioni di casi di avvelenamento acuto involontario da pesticidi tra agricoltori e lavoratori agricoli. La popolazione agricola mondiale sfiora un miliardo di persone. Questo significa che quasi la metà viene intossicata da sostanze chimiche dannose. La contaminazione si verifica nel momento della preparazione e dell’applicazione dei pesticidi. Ma avviene anche quando si entra in contatto con le colture trattate, con le attrezzature e con gli indumenti usati. Un rischio quindi che non riguarda solo i lavoratori agricoli, ma anche i loro familiari e, più in generale, la società civile esposta in maniera più o meno diretta alle sostanze chimiche dannose.

Lo studio ricorda come già nel 1990 una task force dell’Oms aveva stimato circa un milione di casi di avvelenamento accidentale da pesticidi all’anno. Numero poi aggiornato a 385 milioni all’anno con una revisione del 2020. La nuova ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Public Health alza ulteriormente la stima. Conferma inoltre la crescita costante nell’uso di pesticidi, valutata in 3,8 milioni di tonnellate nel 2023. Il doppio rispetto al 1990.

I Paesi dove gli agricoltori sono più avvelenati dai pesticidi

Il Paese con il tasso di avvelenamento più elevato è il Burkina Faso, in Africa occidentale. Qui viene colpito quasi l’83,8% degli agricoltori e dei lavoratori agricoli. Al secondo posto il Kuwait, nel golfo Persico, dove la stima si attesta all’80%. Nella ricerca mancano dati sull’Italia. Guardando ad altri Paesi dell’Europa presi in considerazione la situazione è critica, per quanto non ai livelli di Asia meridionale, Asia sud-orientale e Africa orientale. Il Portogallo mostra un’incidenza del 34%, vale a dire un agricoltore avvelenato dai pesticidi su tre. La Spagna del 30%. Nel Regno Unito il dato scende al 23%.

Molti Paesi non dispongono di indagini sull’avvelenamento tra agricoltori e lavoratori. Quelle disponibili, inoltre, non presentano una definizione standardizzata di caso di avvelenamento acuto. Questo significa che i risultati dello studio sono parziali e potrebbero costituire una sottostima. I ricercatori invocano infatti «un sostegno internazionale costante per costruire e armonizzare i sistemi nazionali di documentazione e monitoraggio» e «stabilire protocolli standardizzati di sorveglianza e segnalazione». Oltre a questo, viene chiesta un’azione immediata da parte dell’Onu per mettere al bando i pesticidi altamente pericolosi. Anche perché si stanno accumulando le prove di un legame tra l’esposizione ai pesticidi e l’insorgenza del morbo di Parkinson.

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