Clima, agli oceani serviranno millenni per recuperare

Secondo uno studio dell'università della California, i tempi di adattamento degli ecosistemi marini sono lunghissimi in caso di cambiamento del clima terrestre.

Andrea Barolini
Andrea Barolini
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Il riscaldamento climatico e la conseguente «disossigenizzazione» delle acque degli oceani possono modificare per un periodo di tempo quasi interminabile gli ecosistemi acquatici. Ad affermarlo è l’ecologista marina Sarah Moffitt, dell’università della California, che ha appena pubblicato uno studio sul Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) nel quale dimostra come il «recupero» di ciò che verrà perduto potrà durare alcune migliaia di anni.

Una finestra sul passato

Con il suo gruppo di scienziati, la ricercatrice ha analizzato oltre 5.400 fossili di invertebrati, prelevati al largo della città americana di Santa Barbara. I carotaggi, di 10 metri di lunghezza, coprono un periodo che va da 3.400 a 16.100 anni fa. Una finestra sul passato che ha permesso di analizzare i tempi di adattamento ai cambiamenti degli ecosistemi marini.

Dopo la fase della grande glaciazione, un periodo di riscaldamento del clima e la fusione dei ghiacci polari ha caratterizzato i millenni successivi. L’analisi dei sedimenti marini mostra che prima della risalita delle temperature, quando i fondali marini risultavano ancora ben ossigenati, la biodiversità risultava abbondante. Successivamente, il livello di ossigeno è sceso in una quantità compresa tra 0, 5 e 1, 5 millilitri per litro di acqua in meno di un secolo. Un piccolo cambiamento, che è tuttavia bastato a provocare una riduzione rapida della biodiversità.

«Ciò dimostra – ha osservato Moffitt parlando all’agenzia AFP – quanto gli ecosistemi siano sensibili ai cambiamenti del clima terrestre, con conseguenze che durano per millenni. È una realtà alla quale dobbiamo confrontarci come scienziati ma soprattutto come cittadini che si preoccupano per le condizioni dell’ambiente».