Ambiente

A Eindhoven il primo bosco verticale “sociale”

Nascerà a Eindhoven un nuovo esempio di bosco verticale. Ma sarà il primo progetto del genere realizzato in edilizia sociale.

Di Corrado Fontana
Eindhoven, progetto grafico della Trudo Vertical Forest, bosco verticale e social housing insieme
Eindhoven, progetto grafico della Trudo Vertical Forest, bosco verticale e social housing insieme – 2

Nascerà a Eindhoven un nuovo esempio di bosco verticale. Ma sarà il primo progetto del genere realizzato in edilizia sociale.

Anch’esso frutto del lavoro dello studio milanese Stefano Boeri Architetti, presenta però una novità di sostanza rispetto a tutti i progetti che si rifanno al capostipite, il pluripremiato grattacielo già annoverato tra i simboli internazionali della città di Milano degli ultimi anni, votata all’innovazione urbanistica: la Trudo Vertical Forest – dal nome del committente Sint Trudo – darà spazio a 125 unità abitative adibite a social housing, cioè la versione contemporanea di ciò che un tempo era detto “edilizia popolare”. Un bel cambiamento guardando all’esempio lombardo, riservato alla fruizione delle sole classi sociali più agiate.

La Trudo Vertical Forest giunge infatti dopo analoghi progetti seguiti a quello di Milano (l’unico già costruito) e realizzati a Losanna, Nanchino, Parigi, Utrecht e per la Liuzhou Forest City, nonché dopo la diffusione globale del video/appello dello stesso Stefano Boeri per la Forestazione Urbana (Urban Forestry), lanciato in vista della primo World Forum on Urban Forests promosso dalla FAO (Mantova, dal 28 novembre 2018).

Nella Trudo Vertical Forest ogni appartamento avrà una metratura di meno di 50 mq e disporrà di 1 albero, 20 cespugli e più di 4 mq di terrazzo. Sarà un grattacielo alto 75 metri che ospiterà sulle facciate 125 alberi e 5.200 tra arbusti e piante, un habitat verde “per lo sviluppo della biodiversità, un vero e proprio ecosistema con oltre 70 specie vegetali differenti in grado di contrastare l’inquinamento atmosferico“, sottolinea una nota dello studio di architettura.

Fermo restando che non possiamo oggi sperare che siano progetti del genere a contrastare efficacemente la situazione drammatica della qualità ambientale e dell’aria nelle nostre città, la valorizzazione e promozione del verde urbano non può che costituire un elemento positivo da sviluppare.

E perciò alcuni dati pubblicati sugli edifici milanesi già realizzati e le stime sui progetti in corso vanno considerati in questo senso: “Le due torri residenziali di Milano hanno certificato Gold LEED, che riconosce le prestazioni sostenibili degli edifici in settori chiave, quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito. […] In ogni Bosco Verticale è presente una quantità di alberi che occuperebbe una superficie di 20.000 mq. Ogni anno assorbe 30 tonnellate di CO2 e produce 19 tonnellate di ossigeno. Il sistema vegetale del Bosco Verticale contribuisce alla creazione di uno speciale microclima e produce umidità.[…] Allo stesso modo si prevede che le Torri di Nanchino in costruzione, coperte da 1.100 alberi provenienti da 23 specie locali e da 2.500 piante a cascata, assorbiranno 25 tonnellate di CO2 e produrranno 22 tonnellate di ossigeno ogni anno”.

Le torri di Milano quest’anno hanno compiuto tre anni di vita, quelle di Losanna e Nanchino/Nanjing sono in fase di costruzione, per Utrecht, Parigi, Eindhoven e Liuzhou Forest City è stato finora approvato il progetto.

 

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