“La finanza pubblica per noi”. Un manuale sui segreti del Bilancio dello Stato

Sbilanciamoci e Fondazione Finanza Etica pubblicano un nuovo ebook con le nozioni di base per capire il bilancio dello Stato

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Conoscere la finanza pubblica nei suoi elementi essenziali, anche dopo l’emergenza Coronavirus, è la premessa per poter capire, controllare il bilancio dello Stato e incidere sulle scelte quotidiane compiute dalle istituzioni pubbliche: Unione Europea, Parlamento e Governo nazionali, Regioni e autonomie locali.
Nel corso degli anni il processo di decisione pubblica sul bilancio europeo, dello Stato italiano, delle Regioni e delle autonomie locali, si è fatto via via più complesso, articolato, raffinato. Sicuramente meglio organizzato e strutturato, ma quasi mai più trasparente e aperto alle domande di conoscenza e di partecipazione dei cittadini. La progressiva integrazione dell’Italia nell’Unione Europea – con i passaggi decisivi dell’adozione dell’euro e dell’adesione all’Unione Monetaria Europea – ha reso le cose più difficili e complicate. Da allora infatti le regole della finanza pubblica italiana sono integrate nelle procedure europee, sottoposte a controlli e vincoli.

L’approccio di Sbilanciamoci! alle politiche economiche

Per Sbilanciamoci! regole e vincoli europei (come quelli del rapporto deficit-Pil e della riduzione del debito) – non sempre positivi – sono stati causa delle politiche restrittive e di austerità che hanno portato alla bassa crescita e alla stagnazione (come nel caso attuale dell’Italia) di molti Paesi europei. I Trattati europei vanno cambiati, vanno archiviate le politiche di austerità e bisogna modificare l’impianto neoliberista e monetarista di molte politiche dell’Unione.

Le nostre proposte sono chiare da tempo: bisogna accentuare l’integrazione politica ed economica, democratizzando le istituzioni europee (a partire dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea); bisogna unificare e armonizzare le politiche economiche, innanzitutto quelle fiscali; bisogna potenziare il bilancio europeo destinandolo a politiche espansive, di sostegno alla domanda, di creazione di lavoro puntando a un nuovo modello di sviluppo (il Green New Deal) sostenibile e di qualità. Questo, a maggior ragione, dopo l’emergenza Coronavirus.

Bilancio e DEF, rischio tranello per l’opinione pubblica

Le misure prese tra aprile e maggio 2020 dall’Unione Europea evidenziano l’apertura di un varco: la sospensione del Patto di Stabilità e il varo di una serie di misure per fronteggiare l’emergenza sembrano andare nella giusta direzione. Ma c’è da fare – e si può fare – molto anche in Italia, intervenendo nei passaggi principali di elaborazione e approvazione delle più importanti misure di finanza pubblica, cominciando dalla norma fondamentale, la Legge di Bilancio. E con la Legge di Bilancio, fondamentali sono i passaggi di indirizzo politico sulle scelte di politica economica e finanziaria, come il DEF (Documento di Economia e Finanza) e la NADEF (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza).

Si tratta sicuramente di appuntamenti irti di difficoltà e anche di tranelli per la società civile: spesso questi documenti vengo resi noti solo all’ultimo momento o addirittura in ritardo; talvolta vengono trasmessi alle Camere con parti e allegati mancanti e, per quanto riguarda la Legge di Bilancio, vengono cambiati in corso d’opera, anche radicalmente, rendendo i testi iniziali praticamente inservibili.

Non solo la società civile si ritrova senza strumenti per valutare e intervenire sulle scelte che si vanno compiendo, ma anche il Parlamento viene espropriato delle sue funzioni. Si pensi che negli ultimi due esercizi finanziari, la Legge di Bilancio è stata discussa, analizzata ed emendata da una sola delle due Camere: nel 2018, il Senato non ha potuto discutere ed emendare la Legge di Bilancio del 2019, mentre l’anno seguente è stata la Camera a non poter intervenire sulla Legge di Bilancio del 2020, approvandola senza poter svolgere nessun lavoro di miglioramento del testo.

Nei documenti economici la trasparenza latita

A questo bisogna aggiungere che gli sforzi per rendere accessibile il bilancio dello Stato ai cittadini sono ancora all’inizio.

L’Italia non ha ancora un Citizens Budget (“bilancio dei cittadini”) come altri paesi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze si limita a produrre un “Bilancio in breve”, che è una sintesi del bilancio dello Stato, ma non per questo più accessibile e comprensibile.

Lo stesso avviene per il Rendiconto Generale dello Stato. La riforma della Legge di Bilancio del 2016 aveva anche introdotto importanti innovazioni, come il bilancio di genere e l’utilizzo degli indicatori di benessere nella Legge di Bilancio e nel DEF: ma ad oggi non si possono registrare risultati apprezzabili.

Proposte concrete per cambiare rotta

Nonostante questo, il lavoro di Sbilanciamoci! di questi anni sta a dimostrare che è possibile intervenire con proposte concrete per orientare e cambiare le decisioni di finanza pubblica: ogni anno, con la cosiddetta Controfinanziaria, Sbilanciamoci! scrive una Legge di Bilancio alternativa, fatta di proposte specifiche e dettagliate, facendo riferimento a capitoli di bilancio e norme esistenti. Dimostra cioè che un’altra finanza pubblica è possibile, con scelte orientate alla promozione dei diritti e del welfare, della sostenibilità ambientale e sociale, del disarmo e della cooperazione internazionale.
Lo abbiamo fatto anche durante l’emergenza Coronavirus con la pubblicazione degli ebook L’epidemia che ferma il mondo. Economia e società al tempo del coronavirus e In salute, giusta, sostenibile. Ripensare l’Italia dopo la pandemia: riflessioni e proposte per utilizzare la spesa pubblica per un nuovo modello di sviluppo.

Uno strumento per la crescita della società civile

Questo manuale di finanza pubblica per noi vuole essere uno strumento per le associazioni, i movimenti, le campagne, i gruppi e i comitati locali, ma anche per gli studenti e i cittadini che vogliono saperne di più e impegnarsi per cambiare le scelte di politica economica e finanziaria del nostro paese.

Si tratta di un manuale con analisi e informazioni concrete che aiutano a orientarsi nelle procedure e nei passaggi cruciali delle decisioni sulla spesa pubblica. Riportare la finanza pubblica ai cittadini significa aumentare la trasparenza e la comprensione dei documenti finanziari e di bilancio; significa incrementare le occasioni in cui le organizzazioni sociali e i cittadini possono entrare in contatto, e confrontarsi, con le istituzioni pubbliche (il Parlamento Europeo, il Parlamento nazionale, il Governo, la Regione, il Comune, il Municipio) chiedendo conto delle scelte e proponendone delle altre.

Questo manuale risponde dunque a una domanda di alfabetizzazione, di educazione finanziaria pubblica. E viene incontro a un bisogno di attivazione, di empowerment sociale per rendere i cittadini sempre più attivi e in grado di argomentare consapevolmente sulle politiche pubbliche che vengono portate avanti, sulle scelte che vengono individuate. Non pretendiamo che il nostro sia un manuale del tutto esaustivo e organico, ma ci auguriamo possa rappresentare uno strumento di base in grado di avvicinare i cittadini – attivandoli – al dibattito e alle decisioni pubbliche di politica economica e finanziaria. Perché la finanza pubblica è una cosa che riguarda tutti e dalla quale dipende il benessere e il futuro del nostro paese.