Ambiente

Incendio rifiuti a Corteolona e le indagini dei CC

Ennesimo incendio di rifiuti, a Corteolona. Ecco l'intervista al comandante del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e la nostra inchiesta.

Di Corrado Fontana
apertura ecosol INCENDI DISCARICHE da VALORI 153 - novembre 2017
mappa INCENDI DISCARICHE 2017 da VALORI 153 – novembre 2017

Dopo l’ennesimo incendio avvenuto ieri di un deposito di rifiuti – questa volta abusivo, a Corteolona, in provincia di Pavia -, vi proponiamo qui sotto l’integrale dell’intervista fatta al comandante del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Milano dei Carabinieri, il maggiore Piero Vincenti, l’ottobre scorso, quando preparavamo l’inchiesta sugli incendi nelle discariche per il mensile di novembre, evidenziando numeri allarmanti e mai pubblicati prima. 

Vi proponiamo anche le pagine della nostra inchiesta, con l’analisi del fenomeno, la mappa dei roghi e l’intervista ad Alessandro Bratti, allora presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

A legislatura ormai conclusa, da che il presidente della repubblica Mattarella ha sciolto le Camere, alla Commissione – presieduta nel sua fase finale da Chiara Braga, parlamentare collega di partito di Bratti – non resta che concludere la relazione sul lavoro svolto negli anni precedenti.

C’è da augurarsi che, finalmente, si faccia chiarezza su una sequela di eventi che stanno intossicando l’ambiente e mettendo a rischio la salute dei cittadini. Nella speranza che anche gli organi investigativi e giudiziari vi pongano fine.

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Avete un idea di quanto frequentemente i roghi nelle discariche e negli impianti di trattamento rifiuti siano dolosi? State facendo delle indagini?

Comandante Piero Vincenti – Non abbiamo una statistica generale di questo genere perché tali episodi sono legati al territorio nel quale avvengono, dove si sono attivate diverse forze di polizia. E anche per una questione di riservatezza dell’attività investigativa non disponiamo di questo quadro. Nelle 8 province della Lombardia su alcuni incendi sta procedendo la Polizia di Stato, in altri casi i comandi dell’Arma territoriale dei carabinieri. Naturalmente ci sono indagini in corso su tutti questi episodi di incendio, ma non sono in grado di dirle se si tratti di episodi dolosi o accidentali punto siano le indagini.

La vostra esperienza pregressa fa comunque immaginare la possibilità che vi sia una strategia, se pure a livello locale, dietro questi incendi?

P. V. – Sono talmente diverse le tipologie degli episodi e i territori nei quali si stanno verificando, che su ognuno vi sono delle valutazioni differenti avviate da gli organi inquirenti. Non posso certo dire se vi sia dietro una mano comune. Tenga conto che la Lombardia ha sul proprio territorio cerca 2700 impianti di trattamento rifiuti, è la regione con la presenza numerica maggiore sul territorio nazionale. Sebbene circoscritti in un breve lasso di tempo, i recenti episodi per numero ci possono stare dove si trova una così alta concentrazione di impianti, ma ciò non vuol dire che non sia in corso una attività investigativa.

Quello di roghi avvenuti in questi impianti vi sembra il numero maggiore, minore o uguale rispetto agli altri anni?

P. V. – Un conto è stabilire che si tratti di un incendio doloso, che sia prodotto da un ex dipendente infedele licenziato oppure da una mano delinquenziale oppure da chi ha in giacenza un gran quantitativo di rifiuti stoccati per riscuotere i soldi di una assicurazione o altro ancora, ma visto che le indagini sono ancora in corso fare una statistica di questo tipo è prematuro.

Secondo i vigili del fuoco si sono verificati in Lombardia nel solo 2017, fino ad agosto, circa 80 roghi nelle discariche autorizzate a cielo aperto, circa il doppio rispetto al 2016…

P. V. – Il numero è significativo ma non ci dice nulla sulla loro religione dolosa o meno. E se anche si trattasse di episodi accidentali è chiaro che andrebbe valutato il processo autorizzativo.

Il numero degli impianti è rimasto sostanzialmente lo stesso?

P. V. – Beh certo, tenga conto che l’iter autorizzativo per un impianto del genere non è una cosa immediata, segue dei sopralluoghi e delle attività tecniche di valutazione.

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