Dopo Francesca Albanese e Autistici/Inventati tocca ai medici cubani: nuovo conto bloccato

La società che gestisce gli stipendi dei medici cubani in Calabria ha il conto bloccato da Bper, dopo l'inserimento nelle liste Ofac

Prosegue lo scontro tra Donald Trump e il governo cubano © Sabinoparente/iStockPhoto

In breve

  • La società Csmc, che gestisce gli stipendi dei medici cubani in servizio negli ospedali calabresi, ha il conto bloccato dalla banca Bper da fine agosto 2026.
  • Il blocco è arrivato dopo l’inserimento di Csmc nelle liste Ofac statunitensi: bonifici in entrata respinti e fondi già versati resi inaccessibili all’azienda.
  • È il terzo caso italiano dopo Francesca Albanese e Autistici/Inventati: la Regione Calabria aveva già respinto a febbraio la richiesta statunitense di rescindere il contratto con Cuba.

Dopo il caso di Francesca Albanese, a cui è stato impedito di aprire un conto corrente, e quello di Autistici/Inventati, c’è un altro caso in Italia di conti correnti congelati per via di sanzioni statunitensi. Stavolta a essere colpiti sono i medici cubani in servizio negli ospedali calabresi. Secondo il Diario de Cuba, citato dall’Ansa, il conto corrente della società che gestisce gli stipendi degli operatori sanitari è stato bloccato. Diversi bonifici sono stati interrotti, e i fondi già versati sono congelati. Non si sa con certezza cosa sia successo, ma la spiegazione più probabile ha a che fare con le sanzioni con le quali l’amministrazione di Donald Trump sta cercando di isolare economicamente Cuba.

Nell’ultimo anno l’uso politico delle sanzioni da parte degli Stati Uniti si è fatto più marcato, e ha interessato diverse volte l’Italia. Sia la relatrice speciale delle Nazioni Unite sia l’associazione toscana Autistici/Inventati sono stati esclusi dal sistema finanziario. Ovvero, non hanno più accesso ad un conto corrente. In entrambi i casi, come conseguenza di una decisione della Casa Bianca.

I medici cubani in Calabria e la destinazione dei loro stipendi

La storia dei medici cubani all’estero è lunga. L’isola ha una tradizione di eccellenti scuole di medicina, e fin dagli anni immediatamente successivi alla rivoluzione del 1959 ha iniziato a inviare professionisti sanitari fuori dai propri confini. Inizialmente verso Paesi cosiddetti in via di sviluppo, ma più di recente anche in nazioni industrializzate. I medici cubani operano in Calabria grazie ad un accordo tra la Regione e la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (Csmc), l’azienda pubblica che si occupa di questi servizi, siglato nel 2022. La Calabria fatica da tempo ad assumere medici a sufficenza, e l’accordo con Cuba ha aiutato a tamponare il problema.

Il contratto prevede un pagamento mensile di 4.700 euro al mese per professionista, di cui 1.200 vanno al medico e i restanti alla Csmc e quindi allo Stato cubano. Il governo dell’Avana, da tempo in crisi, usa le missioni all’estero per finanziarsi e reperire preziosa valuta straniera. Secondo le stime, nel solo 2021 queste attività in giro per il mondo hanno fruttato circa sei miliardi di dollari. In origine i salari venivano versati alla Csmc, che ne dava una parte ai medici. Oggi funziona all’opposto, coi soldi versati ai medici che poi danno il dovuto all’impresa. Ma a inizio settembre questo meccanismo sembra esserci inceppato.

Le sanzioni statunitensi e il ruolo di Bper

Secondo la stampa cubana, da fine agosto il conto di Csmc presso la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna (Bper) sembra sospeso. Alcuni bonifici in entrata, fatti dai medici, sono stati respinti. I fondi conservati sono inaccessibili all’azienda. Stando all’Ansa, ai dottori è stato detto di conservare nei loro conti personali i soldi che avrebbero dovuto versare, in attesa di nuove istruzioni. Il blocco è arrivato poco dopo l’inserimento di Csmc nelle ormai famose liste Ofac – le stesse in cui figura Autistici/Inventati. L’Office of foreign assets control, da cui l’acronimo, è l’istituzione governativa statunitense che sanziona entità straniere considerate pericolose. In teoria si occupa di bloccare attività terroristiche e criminali, ma sempre più spesso, soprattutto sotto la presidenza Trump, punisce aziende e organizzazioni non allineate alla politica statunitense.

La ricostruzione più accreditata dalla stampa (e più probabile) è che Bper abbia bloccato il conto dell’azienda cubana per evitare sanzioni secondarie. Le decisioni dell’Ofac non hanno effetti legali per le banche italiane, ma il sistema finanziario globale è di fatto così legato alle infrastrutture statunitensi che la Casa Bianca, se lo vuole, può danneggiare enormemente un istituto di credito straniero che non ubbedisce ai suoi ordini. Ad esempio può impedirgli di usare circuiti come Visa, Mastercard e Paypal, impedirgli di operare in dollari e, di fatto, isolarlo. Abbiamo provato a contattatre Bper, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Gli Stati Uniti e la questione della sovranità

L’amministrazione Trump ha inasprito l’embargo su Cuba, in vigore dagli anni Sessanta e mantenuto da tutti i governi statunitensi, di ogni colore politico. Da mesi, ad esempio, ha imposto lo stop quasi totale alle importazioni di carburante, con conseguenze gravissime per la popolazione. I programmi di invio di medici all’estero sono, per gli Stati Uniti, sistemi di sfruttamento legalizzato, e fonte di finanziamento per un governo considerato «terrorista». A febbraio 2026 l’inviato speciale per Cuba della Casa Bianca, Mike Hammer, aveva incontrato il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, di Forza Italia. Hammer sperava di convincere la Regione a rescindere il contratto con il Csmc. Ma Occhiuto, un po’ a sorpresa, si era rifiutato. Ora, però, sembra che gli Stati Uniti abbiano trovato il modo di bypassare le decisioni politiche.

Questo caso riapre il dibattito sulle limitazioni di fatto della sovranità italiana ed europea che il controllo statunitense sulla finanza impone. Con Donald Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno usando come mai prima d’ora la leva delle sanzioni economiche – per le quali non servono necessariamente accertamento di reati commessi o processi – per intimidire persone, organizzazioni e istituzioni straniere considerate ostili. È successo ai giudici della Corte penale internazionale, colpevoli di aver indagato sul genocidio israeliano a Gaza. È successo alla relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, per le stesse ragioni. Ed è successo, come accennato sopra, all’associazione italiana Autistici/Inventati, inserita nelle stesse liste Ofac per aver fornito servizi informatici a gruppi antifascisti che, negli Stati Uniti, sono considerati organizzazioni terroristiche da settembre 2025.

Da tempo si discute della necessità di infrastrutture finanziarie indipendenti dagli Stati Uniti, come per esempio l’euro digitale, che garantiscano la sovranità nazionale e le libertà garantite dalla Costituzione. Ma per realizzarle, servirebbe la volontà dei governi e delle istituzioni europee. Volontà che, per ora, non sembra esserci. Come già successo per i casi precedenti, anche rispetto al conto dei medici cubani la reazione delle istituzioni è identica: silenzio.

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