Energia

Nigeria, Shell: «La fuga di petrolio fu più grave di quanto stimato»

La compagnia ammette in un comunicato di aver sottovalutato il danno provocato da due fuoriuscite di petrolio nella nazione africana, nel 2008. A maggio parte il ...

Di Andrea Barolini


  Il colosso petrolifero anglo-olandese Shell ha ammesso questa mattina che l’inquinamento causato da due fughe di petrolio in Nigeria , nel 2008 , è stato maggiore rispetto alle previsioni. Ciò nonostante, la società non ha indicato nuove cifre che possano quantificare il danno ambientale .  

«Ammettiamo che il volume totale di petrolio riversatosi a seguito delle due fughe ha superato le stime dell’inchiesta iniziale, che aveva parlato di 4.144 barili», ha indicato la filiale nigeriana della compagnia in un comunicato. Una dichiarazione che segue le informazioni divulgate da Amnesty International, che è riuscita a procurarsi dei documenti dai quali si evince la sottovalutazione dell’incidente. Secondo l’associazione il quantitativo potrebbe essere enormemente più alto, e toccare i 100 mila barili

Per valutare la posizione degli eventuali responsabili, a Londra si terrà nel prossimo mese di maggio un processo, sulla base di una class action intentata da 15 mila abitanti della comunità di Bodo, che reclamano risarcimenti adeguati da parte di Shell. La disputa si concentrerà proprio sull’entità del danno, dal momento che la compagnia petrolifera, nel 2011, aveva già riconosciuto una propria responsabilità per l’accaduto, contestando però le stime dello studio legale Leigh Day, che difende le vittime. 

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