Un Pianeta avvelenato dal nostro modello di sviluppo

Salute, clima, biodiversità sono da decenni sacrificati sull'altare dei profitti, dei dividendi e del Prodotto interno lordo

Un'inchiesta di Valori.it e Il Salvagente ha rivelato la presenza di cadmio in numerosi alimenti © Jevtic/iStockPhoto

Il nostro è un Pianeta avvelenato. Talmente tanto da vanificare anche i tentativi di chi si sforza di vivere in modo il più possibile sano. Quello che Valori.it e Il Salvagente, grazie a una proficua collaborazione, hanno svelato rispetto alla presenza di cadmio in una serie di prodotti di largo consumo è soltanto un tassello di un mosaico inquietante. La cui radice non può che essere ricondotta al sistema economico che domina il mondo intero da oltre un secolo, e che negli ultimi decenni ha mostrato la sua espressione più estrema.

Conosciamo da tempo l’inquinamento dell’aria, principalmente dovuto alle polveri sottili e agli ossidi di azoto. Sappiamo che l’immensa produzione di plastica (prevista in ulteriore aumento nei prossimi anni) ha contaminato suoli e mari in tutto il mondo. Micro e nanoparticelle sono ormai entrate nella catena alimentare e, di conseguenza, nei nostri organismi. Sono state ritrovate perfino sui ghiacciai alpini a più di tremila metri di altitudine.

È nota la presenza di metalli pesanti in numerose specie di pesci di largo consumo, così come quella di antibiotici negli animali da allevamento. Residui di pesticidi sono presenti non di rado su frutta e verdura, perfino quelli ormai da tempo vietati, poiché hanno ormai contaminato i suoli agricoli. La degradazione degli stessi pesticidi nelle terre ha generato metaboliti che, in molti casi, non vengono neppure monitorati dalle autorità sanitarie. E l’uso di fertilizzanti chimici presenta rischi sia per i coltivatori che di contaminazione delle falde acquifere. 

In queste ultime è emersa negli ultimi anni la presenza di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche), considerati “inquinanti eterni” per via della loro estrema persistenza nell’ambiente. Composti presenti nei rivestimenti di padelle, negli strati impermeabilizzanti di indumenti e scarpe, utensili da cucina, cosmetici, imballaggi. Interferenti endocrini capaci di modificare il funzionamento ormonale degli organismi umani sono stati ritrovati in generi alimentari, tessili, detergenti per la casa, creme, trucchi, smalti, prodotti per l’igiene personale.

La lista dei veleni che abbiamo riversato sulla Terra è pressoché infinita. In alcuni casi i governi sono riusciti ad imporre regole. È il caso del piombo, del mercurio, o ancora del cloruro di polivinile (Pvc) che per anni è stato utilizzato per fabbricare bottiglie ad uso alimentare. In altri si fatica in modo drammatico ad ammettere la necessità di cambiamenti radicali. Si pensi a pesticidi come il glifosato, o più in generale agli idrocarburi

Tutte reticenze dettate da un unico fattore: la volontà di non perdere fatturati, profitti, dividendi, prodotto interno lordo. Logica vorrebbe che non appena la scienza indicasse non tanto la certezza, quanto la ragionevole probabilità che una sostanza sia nociva per l’ambiente o gli esseri umani, ne venisse sospesa la produzione e la commercializzazione: si chiama principio di precauzione. Ma il punto è proprio questo, è inutile girarci attorno: il nostro sistema economico è fondato sulla sua stessa predominanza. 

La salute delle nostre economie viene valutata ancora oggi attraverso un indicatore, il Pil, meramente quantitativo. Per il quale un milione di euro prodotto grazie a un parco solare vale esattamente quanto un milione di euro prodotto bruciando carbone. Conta crescere, fabbricare, generare guadagni, poter sbandierare bilanci in attivo. Come è di fatto secondario. Anche i più strenui sostenitori del neoliberismo non possono negarlo. Dopo decenni e decenni, è chiaro a tutti che garantire sostenibilità ambientale e climatica, tutela della salute, rispetto dei lavoratori e dei diritti umani nel quadro dell’attuale modello di sviluppo è pressoché impossibile.


Leggi l’inchiesta su Valori e su Il Salvagente.

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