
Basta carbone, ecco le assicurazioni che hanno fatto la svolta
Rischi troppo elevati: il gigante statunitense Chubb è l'ultimo a scegliere di non assicurare più centrali a carbone. Scelta analoga per una ventina di altre società
Corrado Fontana
Rischi troppo elevati: il gigante statunitense Chubb è l'ultimo a scegliere di non assicurare più centrali a carbone. Scelta analoga per una ventina di altre società
Corrado Fontana
Il network mondiale riunisce 50 banche centrali. L’autorità di controllo newyorkese vigila su 3.300 società bancarie e assicurative con oltre $7.300 miliardi di asset
Nicola Borzi
Lo strumento delle "areas embargadas" ha consentito di ridurre gli incendi e non ha ostacolato le produzioni agricole. Eppure il presidente brasiliano la detesta
Corrado Fontana
Il settore dell'abbigliamento a noleggio è in crescita vertiginosa: una "moda" che piace ai Millennials e una risposta al fast fashion e al suo impatto ambientale
Emanuele Isonio
Gli acquisti di obbligazioni pubbliche e private hanno sostenuto la liquidità del sistema finanziario ma hanno messo in crisi il sistema bancario europeo
Nicola Borzi
Timo Wollmershäuser (IFO Institut): «la Germania ha già investito abbastanza in infrastrutture. Piuttosto giù le tasse alle imprese»
Emanuele Isonio
I bond con rendimenti sottozero superano il Pil dell'Eurozona: chi li emette non paga interessi ma li incassa. Un paradosso apparente che nasconde molti pericoli
Nicola Borzi
La manifattura europea è nell'occhio del ciclone: il rallentamento della Cina, la crisi dell'auto e l'effetto hard Brexit possono scatenare la recessione
Matteo Cavallito
Il Climate Action Summit del 23 settembre ha un solo obiettivo: spingere i governi ad adottare azioni concrete per attenuare la crisi climatica
Claudia Vago
Buyback da record nel 2019: il riacquisto delle azioni dell’indice S&P 500 sfiorerà i mille miliardi. Pochi investimenti, molto debito. E non solo negli USA
Matteo Cavallito
L'ipotesi che il buyback manipoli il mercato è controversa. Ma sicuramente fa aumentare il divario tra manager e lavoratori. E danneggia gli azionisti nel lungo periodo
Matteo Cavallito
Negli ultimi 30 anni, le paghe dei top manager sono aumentate del 1000%. Quelle dei lavoratori "normali" solo dell'11,9%. Ma il trend può essere invertito
Simone SilianiPer proseguire, inserisci l'indirizzo e-mail utilizzato per la registrazione del tuo account.