Parte 11

Swedbank, terremoto ai vertici dopo i sospetti di riciclaggio

Il Cda della banca svedese ha licenziato l’Ad Birgitte Bonnesen. Pressioni dai grandi azionisti a causa di 200 mld di transazioni in odore di riciclaggio

Di Andrea Barolini
Il Cda dela banca svedese Swedbank ha licenziato il proprio amministratore delegato, dopo i sospetti di riciclaggio che da settimane aleggiano sull'istituto di credito © Brorsson/Wikimedia Commons

L’istituto di credito svedese Swedbank ha deciso di licenziare il proprio amministratore delegato, Birgitte Bonnesen. La decisione è arrivata il 28 marzo, soltanto un’ora prima dell’inizio dell’assemblea annuale degli azionisti. E ha anche comportato la sospensione temporanea in Borsa del titolo, che nelle settimane precedenti aveva perso circa un quarto del proprio valore.

La notizia del terremoto in Swedbank su BloombergPerquisita la sede di Swedbank nei pressi di Stoccolma

La posizione della dirigente non ha retto di fronte al peso dei sospetti di riciclaggio che aleggiano sulla banca scandinava. Nonostante quest’ultima avesse confermato a più riprese la fiducia nel proprio chief executive officer. A cambiare le carte in tavola è stata una decisione dell’autorità svedese preposta alla lotta contro i crimini finanziari. L’organismo di controllo ha infatti deciso di non limitare la propria inchiesta alle accuse di riciclaggio: i sospetti riguardano anche possibili frodi.

FOTO Dove tutto ha avuto inizio. La sede di Sampo/Danske Bank a Tallinn, Estonia. Dal 2007 al 2015 la filiale ha gestito capitali sospetti per 200 miliardi di euro. Foto: Oops Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

La sede di Swedbank ha subito nella giornata di mercoledì 27 marzo una perquisizione, ordinata dal tribunale finanziario svedese nell’ambito di un’indagine preliminare. L’operazione è stata effettuata presso i locali di Sundbyberg, nei pressi di Stoccolma.

La Swedbank è stata in particolare accostata al nome della Danske Bank, istituto danese la cui succursale estone è accusata di enormi operazioni di riciclaggio. Nel mirino ci sono infatti pagamenti sospetti, operati tra il 2007 e il 2015, per un totale di quasi 200 miliardi di euro. Per questo l’inchiesta sull’istituto di credito è condotta in modo congiunto dalle autorità di vigilanza di Svezia, Estonia, Lettonia e Lituania.

«Altre teste potrebbero saltare»

«Gli sviluppi degli ultimi giorni hanno esercitato una pressione enorme sulla banca. Per questo, il consiglio d’amministrazione ha deciso di sollevare Birgitte Bonnesen dalle sue funzioni», ha confermato il presidente della banca Lars Idermark in un comunicato. A pesare – secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters – sono state soprattutto le posizioni di tre dei cinque principali azionisti. In particolare Alecta e il First Swedish National Pension Fund (AP1). Entrambi avevano infatti annunciato il loro voto contrario alla risoluzione che scarica di ogni responsabilità l’istituto per gli ultimi risultati finanziari.

«Il licenziamento di Bonnesen è ciò che avevamo chiesto. Era la sola soluzione possibile», ha dichiarato alla Reuters Ossian Ekdahl, dirigente del fondo AP1. Mentre Alecta ha fatto sapere che altre teste potrebbero saltare se il Cda non agirà subito. «Non escluso la possibilità di convocare una riunione straordinaria a breve per sostituire i consiglieri d’amministrazione», ha affermato l’amministratore delegato Magnus Billing.

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