Trump alla Casa Bianca, “un disastro” per l’ambiente

Si chiama Myron Ebell ed è attualmente il direttore di un think tank conservatore negli Stati Uniti, oltreché portavoce della Cooler Heads Coalition, un gruppo nato ...

Trump durante un comizio per le primarie repubblicane. Foto: Michael Vadon Wikimedia Commons
Trump durante un comizio per le primarie repubblicane. Foto: Michael Vadon Wikimedia Commons
Trump durante un comizio per le primarie repubblicane. Foto: Michael Vadon Wikimedia Commons

Si chiama Myron Ebell ed è attualmente il direttore di un think tank conservatore negli Stati Uniti, oltreché portavoce della Cooler Heads Coalition, un gruppo nato esplicitamente al fine di “mettere in dubbio l’allarmismo sui cambiamenti climatici”. Proprio lui, climato-scettico conclamato noto per le sue posizioni oltranziste ed estremiste in materia di ecologia, potrebbe essere chiamato da Donald Trump a dirigere l’Environmental Protection Agency (agenzia governativa degli Stati Uniti per la protezione dell’ambiente).

Si tratta di una delle principali inquietudini degli ecologisti americani, che temono di trovarsi a fare i conti con numerosi passi indietro rispetto alle politiche faticosamente attuate nel corso dei due mandati di Barack Obama. Ebell ha infatti dichiarato senza mezzi termini che sui cambiamenti climatici e in particolare sul surriscaldamento dell’atmosfera terreste, «non c’è nulla di cui preoccuparsi». Aggiungendo che il Clean Power Plan, pietra miliare della transizione energetica avviata dal presidente democratico, «è illegale».

Non a caso numerosi scienziati, come riferito dal Guardian questa mattina, hanno parlato di «evento disastroso» commentando l’elezione di Trump. E al contempo le Ong ambientaliste riunite alla Cop 22 di Marrakech hanno dato vita a proteste, avvertendo la futura amministrazione che daranno battaglia.