Il paradosso del biologico: consumi in crescita, produzione agricola in stallo

Nell’Unione europea il mercato spinge l’agricoltura biologica ma la superficie agricola resta stabile: a dirlo è The World of Organic Agriculture 2026

Nell'Unione europea l’11,1% delle aree agricole è coltivato a biologico © makasana/iStockPhoto

Il mercato europeo del biologico torna a crescere, ma l’espansione delle superfici agricole rallenta. È la fotografia che emerge dall’edizione 2026 di The World of Organic Agriculture, pubblicata a febbraio 2026. L’annuario statistico è curato dall’Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica (Fibl) e da Ifoam – Organics International, la più ampia organizzazione internazionale che rappresenta il mondo dell’agricoltura biologica, con oltre 700 aderenti.

I numeri del biologico nell’Unione europea

Per i prodotti biologici l’Europa è un mercato florido. Nel 2024, anno di riferimento per l’intero studio, le vendite al dettaglio hanno toccato i 49,5 miliardi nei 27 Stati dell’Unione. L’aumento sull’anno precedente è pari al 3,6%. Sul podio troviamo Germania, Francia e Italia, con rispettivamente 17, 12,2 e 5,2 miliardi di euro di vendite al dettaglio. Per consumi pro capite però vince la Svizzera, con una spesa media di 481 euro all’anno per ogni abitante. Sempre nella confederazione elvetica, il biologico raggiunge il 12,3% delle vendite alimentari totali del 2024: un primato a livello mondiale. Per avere un termine di paragone, nell’Unione europea la quota di mercato del biologico si aggira sul 4,5%.

Anche in termini di superficie agricola biologica l’Unione europea ha un ruolo centrale con 18,1 milioni di ettari. Nei 27 Stati membri l’11,1% delle aree agricole è coltivato a biologico, contro una media mondiale del 2,1%. Il primo Paese europeo per superficie agricola biologica è la Spagna con 2,9 milioni di ettari, seguita da Francia (2,7 milioni), Italia (2,5 milioni) e Germania (1,9 milioni). La crescita registrata nell’ultimo anno, tuttavia, è quasi impercettibile. Tant’è che, a livello di Continente e non solo di Unione europea, si registra una lieve flessione delle aree coltivate a biologico. Un dato che cozza in modo evidente sia con quello sui consumi, sia con gli obiettivi di crescita dell’agricoltura biologica voluti dalle istituzioni.

Il mondo dell’agricoltura biologica chiede di andare avanti con il Green Deal

«Le analisi europee ci consegnano una fotografia nitida, i cittadini stanno orientando le proprie scelte alimentari sempre più verso il biologico» afferma Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, federazione che rappresenta la filiera italiana dell’agricoltura biologica e biodinamica. «L’incremento delle vendite di biologico deve però andare di pari passo con un aumento delle produzioni. Per questo non bisogna rallentare gli obiettivi del Green Deal: le strategie comunitarie a sostegno dello sviluppo agroecologico, unite a investimenti rilevanti in ricerca e innovazione, sono la chiave per far crescere il settore».

Pur mantenendo l’obiettivo del 25% di terreni agricoli coltivati a biologico entro il 2030, infatti, alla vigilia delle elezioni europee del 2024 la Commissione ha ritirato la proposta di regolamento sui pesticidi. Uno strumento che avrebbe spianato la strada verso la riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi chimici e dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, prevista dalla strategia europea Farm to Fork. Tutto questo nel contesto di una Politica agricola comune (Pac) “ammorbidita” nei suoi requisiti ambientali, anche per reazione alle proteste degli agricoltori, e di una generale spinta verso la semplificazione. «Il paradosso è evidente: mentre i cittadini scelgono la sostenibilità, Bruxelles frena», conclude Mammuccini. «Non si tratta solo di ambiente, clima e salute, ma di economia reale. È in gioco il futuro delle nostre imprese agricole e delle generazioni che verranno».

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