Parte 2

Cara auto, costi troppo e non servi più: il futuro è nella condivisione

Una vettura di proprietà rimane inutilizzata per il 92% del tempo e costa in media 761 euro mensili. Spostarsi sulla mobilità condivisa conviene a portafoglio e ambiente

Di Andrea Barolini ed Emanuele Isonio
Il cimitero delle auto della foresta di Chatillon in Belgio. Vi si trovano auto risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Una metafora di un oggetto che riteniamo indispensabile ma che in realtà usiamo molto meno di quanto crediamo (e molto male). Foto di Michael Gaida da Pixabay

Al cuore, si sa, non si comanda. Ma l’amore per le quattro ruote sta diventando una relazione decisamente costosa per le tasche dei cittadini. Soprattutto per quelle degli italiani. Quanto? 761 euro ogni mese. Oltre 9mila euro l’anno. Un’enormità. Ben più di quanto costa un affitto medio di un appartamento in molte città. Una cifra che fa dell’Italia il Paese europeo dove l’auto di proprietà costa di più.

Molti i costi sottovalutati dai consumatori

Il calcolo è contenuto nell’ultimo aggiornamento del rapporto Car Cost Index, un’analisi dettagliata del mercato automotive in Italia e in altri 20 Paesi europei realizzato da LeasePlan. Alla cifra si arriva se, oltre alla perdita di valore del veicolo si aggiungono i costi per carburante, manutenzione, pneumatici, tasse stradali e Iva, assicurazione, interessi di eventuali finanziamenti.

Tra i modelli inclusi nell’analisi ci sono la BMW i3, la Ford Focus (sia benzina sia elettrica), la Renault Clio, la Smart ForTwo, la Volkswagen Polo e la Golf, compresa la nuova e-Golf elettrica, la Nissan Leaf, la Hyundai Ioniq, la Renault Zoe e la Opel Corsa. Il rapporto fa riferimento a un periodo di utilizzo delle vetture di almeno 3 anni.

Costo medio del possesso di un'auto in 21 Stati europei. FONTE: Leasplan Car Cost Index 2018.
Costo medio del possesso di un’auto in 21 Stati europei. FONTE: Leasplan Car Cost Index 2018.

Complessivamente il costo medio europeo per possedere un’auto è di 616€ al mese. O, se preferite, 7.392€ l’anno. Subito dietro l’Italia troviamo gl Stati nordici: Finlandia (741€), Norvegia (708€) e Belgio (696€). La Germania è solo undicesima (618€). In fondo alla classifica, l’Est Europa: Polonia (448€), preceduta da Ungheria (479€) e Romania (476€).

Car sharing sempre più appetibile per i “guidatori tipo” dei centri urbani

Le cifre appena descritte confermano che l’auto di proprietà rappresenta decisamente un cattivo investimento, soprattutto se si considera il “guidatore tipo”, che usa l’auto per meno di 10mila chilometri l’anno e prevalentemente per in ambito urbano. «In questi casi – spiega Luca Refrigeri, ricercatore della Fondazione Sviluppo sostenibile – l’opzione car sharing diventa sempre più appetibile».

Un dato su tutti aiuta a capire il perché: I dati dell’Osservatorio Sharing Mobility attivato nel 2015 dai ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture fotografano una situazione che pochi considerano.

«Per il 92% del tempo un’auto di proprietà rimane inutilizzata. Il tempo di guida è di appena il 5%, l’1,6% serve per cercare parcheggio e nel restante l’1,4% si rimane bloccati nel traffico cittadino» rivela Refrigeri.

Per la rivoluzione serve un bouquet di opzioni per la mobilità

In questo contesto, la scelta tra motori diesel, benzina, ibridi o elettrici rischia di rappresentare un falso problema, incapace di fornire risposte davvero definitive a città congestionate ed emissioni nocive:  50 auto per strada sono 50 auto per strada.

La soluzione della mobilità? Non è nell'auto individuale, qualunque sia il suo carburante.
La soluzione della mobilità? Non è nell’auto individuale ma nella mobilità condivisa.

Qualsiasi sia il carburante prescelto, la vera rivoluzione della mobilità, non solo in termini ambientali ma soprattutto in termini economici e di vivibilità urbana, è quindi nello sviluppo dei servizi di mobilità condivisa.

«Per chi fa tanti chilometri ogni anno, soprattutto in aree extraurbane, l’auto continua a essere una scelta razionale» conferma Refrigeri. «Ma, per molti cittadini già da tempo la mobilità condivisa è l’opzione migliore, soprattutto se inserita in un contesto nel quale all’utente vengono offerti diversi sistemi di trasporto pubblico, soprattutto su ferro». In questo modo, si perde di vista l’auto-come-proprietà per orientarsi verso l’auto-come-strumento da usare solo quando serve, all’interno di un bouquet di alternative. Metro, treni urbani, tram, autobus, bike sharing, scooter sharing, car pooling e – perché no – piedi…

Con l’auto condivisa si risparmia

Il nuovo approccio, oltre che far bene all’ambiente, fa anche risparmiare. Avventurarsi nella comparazione è sempre arduo perché molti sono i fattori da considerare: chilometri annui percorsi, tipo di tragitto, orari in cui si una l’auto, tipo di veicolo utilizzato, livello di manutenzione effettuato.

Qualcuno tuttavia inizia a provarci. A partire, ovviamente, dalle imprese che offrono servizi di car sharing. Share’ngo ad esempio –  società operante in 4 città italiane (Roma, Milano, Firenze e Modena) con un parco auto di 1500 veicoli (minicar rigorosamente elettriche) – ha comparato il costo dell’uso di un dei propri veicoli con il possesso di una piccola citycar di proprietà. Ha considerato per il confronto un cittadino che usa il mezzo in aree urbane, percorre 6mila chilometri l’anno e si assicura solo con l’RC auto obbligatoria.

I costi mensili dell’auto di proprietà, in questo caso, sono comprensibilmente ben inferiori rispetto a quelli indicati nel Car Cost Index (241 euro, al netto di multe, strisce blu e spese per accesso in zone a traffico limitato). Eppure anche così il car sharing risulta conveniente: poco meno di 212 euro mensili.

Comparazione dei costi fra di auto proprietà e uso del servizio di car sharing. FONTE: Share'ngo.
Comparazione dei costi fra di auto proprietà e uso del servizio di car sharing. Il cittadino tipo di questa simulazione usa l’auto solo in città e nell’area metropolitana, ha una vettura di classe A (citycar) pagata in contanti nel 2011, percorre circa 6mila km all’anno e ha scelto una assicurazione telefonica con copertura solo RC. Fa fare la manutenzione da un meccanico di fiducia, controlla i freni e i livelli, fa la piccola manutenzione e cambia i pneumatici quando arriva l’inverno. FONTE: Share’ngo.

Il ragionamento vale non solo in Italia

Ma il discorso fatto per il nostro Paese non è valido solo all’interno dei nostri confini nazionali. Anche se altrove il costo di possesso dell’auto è più basso che da noi (per via di costi inferiori per carburante, tasse e accise), optare per i servizi di condivisione è comunque un buon affare.

In Francia, ad esempio, ciascun cittadino sborsa ogni anno una cifra compresa tra 4.912 e 9.906 euro per possedere ed utilizzare un’auto privata. Le cifre sono contenute nel rapporto dell’Automobile Club relativo al 2017. I dati, tra l’altro, risultano in crescita del 3-4,6% rispetto all’anno precedente.

Il totale comprende l’acquisto, il carburante, l’assicurazione, le riparazioni, la manutenzione, i parcheggi e i pedaggi. L’analisi è stata effettuata prendendo in considerazione cinque modelli: la Renault Clio a benzina e diesel, la Peugeot 308 diesel, la Dacia Logan diesel e la Toyota Prius ibrida. In tutti i casi, la voce che ha inciso di più nell’aumento dei costi è quella legata al rifornimento.

Ciò accade per via della politica, avviata nel corso del mandato del socialista François Hollande, di allineare via via il prezzo del gasolio a quello della benzina. Così, sempre nel 2017, il costo della verde senza piombo è aumentato del 5,6%, mentre quello del diesel dell‘11,4%. Ma anche i prezzi di acquisto delle auto sono cresciuti nella nazione europea: tra lo 0,2% e il 3,9%, in funzione dei diversi modelli. Lo stesso vale per la manutenzione, in aumento del 3-3,9% a seconda del marchio.

Car sharing vantaggioso anche Oltralpe

Di fronte a tali cifre, l’uso di servizi di car sharing risulta sempre più vantaggioso anche in Francia. La società Citiz, ad esempio, è presente in numerose regioni: dal Rhône Alpes alla Provenza, dall’Alsazia alla Loira. Propone a chi utilizza frequentemente l’auto un abbonamento pari a 16 euro al mese (192 euro l’anno). Ai quali si aggiungono 2 euro l’ora di affitto delle automobili sparse un po’ ovunque in città.

I costi del car sharing proposti dal servizio Citiz, attivo in varie regioni della Francia. Fonte: www.citiz.coop
I costi del car sharing proposti dal servizio Citiz, attivo in varie regioni della Francia. Fonte: www.citiz.coop

«Tutto è compreso nel prezzo: carburante, assicurazione, manutenzione, assistenza e pulizia» spiega l’azienda. Per una persona che utilizza ogni giorno l’auto per recarsi al lavoro (un’ora al mattino, una al pomeriggio), occorre spendere 4 euro al giorno. Per 21 giorni lavorativi al mese in media, il totale annuo è di 1.008 euro all’anno. Se si aggiungono ad esempio 20 giornate intere (a 20 euro al giorno) durante i weekend, nonché altre 150 ore da utilizzare nel corso dell’anno per altre necessità, la cifra sale a 1.708.

Compreso l’abbonamento, dunque, il totale annuo è di 1.900 euro. Infinitamente meno rispetto al costo di un’auto di proprietà. Il che lascia anche un ampio margine per affittare, eventualmente, un’auto station-wagon per andare in vacanza d’estate con la famiglia. Per una Renault Mégane Estate bastano infatti 370 euro per due settimane, con 3.500 km inclusi (ma benzina da pagare a parte). Così, l’investimento complessivo di una famiglia per l’auto resterebbe comunque ampiamente inferiore ai 3mila euro annui.

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