Parte 5

Finlandia, i socialdemocratici pronti a lanciare il reddito per tutti

Grazie a una proposta dei giovani del partito, approvata al congresso, i socialdemocratici finnici, se vinceranno le prossime elezioni renderebbero permanente il basic income

Di Andrea Di Stefano
L'edificio che ospita il parlamento finlandese a Helsinki

da TAMPERE (Finlandia) / La stampa italiana si è profusa in articoli sul fallimento dell’esperimento di reddito di cittadinanza finlandese. Anche facendo una discreta figuraccia, come dimostrano questi due servizi pubblicati da Repubblica che prima annunciano lo stop all’esperimento e poi lo smentiscono.

Il progetto sperimentale, come spiega molto chiaramente il giornalista Tuomas Muraja, uno dei 2000 cittadini disoccupati coinvolti di età compresa tra i 28 e 54 anni destinatari di 506€ al mese in modo incondizionato, non ha risolto i suoi problemi ma indubbiamente ha migliorato le sue condizioni di vita.

L’ambizioso progetto dei giovani socialdemocratici finnici

Quello che non si racconta, e che è stato al centro della Nordic Universal Basic Income Day che ha preceduto l’inizio del 18esimo congresso mondiale della Rete sul reddito di base all’Università di Tampere, è che la proposta di un reddito di base è al centro del dibattito politico in vista delle elezioni della prossima primavera.

Jan Otto Andersson, uno dei massimi esponenti ed esperti del tema, ha spiegato che al congresso del partito socialdemocratico finlandese, il movimento giovanile ha fatto approvare una mozione che prevede l’istituzione di un reddito di cittadinanza nonostante le resistenze del vertice del partito (destinato secondo i sondaggi a ritornare al potere).

I socialdemocratici ipotizzano tre diversi livelli di reddito di cittadinanza:

  • uno base pari all’80% del salario di sussistenza fissato a 520€, cioè 485€,
  • un secondo pari al 100% cioè 520€
  • un terzo, che Andersson chiama reddito attivo, che è al 125% e pari a 760€.

La linea dei socialdemocratici è condivisa con Verdi e Sinistra ma non contestata nemmeno dal partito conservatore che punta sul reddito di cittadinanza finanziato mediante una negative income tax, cioè un trasferimento di danaro come forma di rimborso fiscale.

Sul tema del reddito di cittadinanza c’è anche una campagna per un disegno di legge popolare, che fissa il reddito di cittadinanza a mille euro con una serie di correzioni automatiche legate all’erogazione di altri sussidi (malattia, maternità, genitorialità e paternità, indennità di riabilitazione, indennità di base ecc) che portano comunque ad un tetto di 790€ al mese.

Il governo conservatore ha già annunciato che l’esperimento in corso si concluderà alla fine di quest’anno e che allo stato non è prevista alcuna proroga anche perché in aprile sono previste le elezioni politiche.

Il reddito di cittadinanza visto dalla destra

La posizione del Partito conservatore finlandese è simile a quella avanzata dagli economisti più neoconservatori, che non negano che sia indispensabile fare fronte alla povertà e alla disoccupazione mediante l’erogazione di un reddito da parte dello Stato. Un approccio che ricorda da vicino quello esposto dall’economista Milton Friedman già nel 1968. Ma che, a dire il vero, è stata contestata da decine di altri economisti, anche non appartenenti a fazioni anti-neocon. Ultimi, e forse più recenti in ordine temporale, Robert PozenJoshua Angrist.

Milton Friedman spiega la proposta di Negative income TaxLa tesi esposta da Milton Friedman nel 1968 (qui video del suo discorso   e contestata da decine di economisti (ultimi e forse più recenti in ordine temporale Robert PozenJoshua Angrist che non sono certo ascrivibili alla fazione anti neocon). 

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