Il fondo speculativo che punta a guadagnare dall’arrivo di El Niño
Moreton Capital Partners punta a raccogliere 500 milioni di dollari per approfittare delle devastazioni provocate da El Niño
Alcune tra le caratteristiche più visibili del tardo capitalismo finanziario sono i fondi speculativi e la catastrofe climatica. I primi abbiamo imparato a vederli all’opera dietro le grandi crisi bancarie, le guerre, i colpi di Stato. E ne abbiamo pagato le conseguenze con l’inflazione, l’aumento dei prezzi delle materie prime, del cibo e delle fonti energetiche. La catastrofe climatica invece la stiamo sperimentando ogni giorno nell’ennesima estate più calda di sempre, che sarà comunque la più fresca rispetto a quelle che ci aspettano nei prossimi anni.
Bene, adesso i fondi speculativi hanno deciso di investire direttamente nella catastrofe climatica, come sempre a nostre spese. Sfruttando il fenomeno noto con il nome di El Niño, che consiste in un riscaldamento ciclico delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico, capace di esacerbare gli impatti del riscaldamento globale.
Come i fondi speculano su El Niño e sui prezzi del cibo
Come spiegato da Valori.it, El Niño è in grado di generare disastri che si abbattono su ogni angolo del Pianeta. Contribuisce ad innalzare ulteriormente le temperature dell’aria e delle acque marine, favorisce in alcune regioni inondazioni e in altre siccità, aumenta i rischi di incendi e carestie, deforestazione e sfollamenti. La National oceanic and atmospheric administration (Noaa), una delle agenzie ambientali degli Stati Uniti, ha avvertito che El Niño sta tornando.
Ma per qualcuno è un’opportunità eccezionale di guadagno (il che è veramente uno degli aspetti più atroci della vicenda, che dovrebbe farci una volta di più aprire gli occhi sul sistema capitalista come che regola le nostre vite). A fregarsi le mani sono i fondi d’investimento speculativi. In particolare per la divisione Special Opportunities Fund del fondo Moreton Capital Partners, come riferito dall’agenzia di stampa Bloomberg.
Non appena le agenzie climatiche hanno avvertito che questo sarà uno degli episodi di El Niño più duri di sempre, con danni mai visti per i raccolti, e non appena la Banca Mondiale ha avvertito che El Niño potrebbe spingere i prezzi dei prodotti alimentari oltre ogni aspettativa, ecco che è si è accesa la “lampadina” per gli speculatori.
Aiutare l’agricoltura già danneggiata dagli effetti della tragica guerra di Stati Uniti e Israele in Iran? Manco per sogno. Il Moreton Capital Partners ha annunciato infatti che punta a raccogliere 500 milioni di dollari per la costruzione di un fondo speciale con cui negoziare le materie prime che saranno interessate dalla catastrofe: dal mais sudafricano all’olio di palma malese, dal grano australiano al riso indiano.
Le materie prime nel mirino di Moreton Capital Partners
Lo Special Opportunities Fund di Moreton Capital Partners – società che ha sede, manco a dirlo, nel paradiso fiscale interno degli Stati Uniti: il Delaware – punta a raccogliere i soldi entro la fine di settembre. Offrirà agli investitori varie strategie di trading: dalle operazioni di valore relativo sulle materie prime alle posizioni lunghe e corte. E si rivolgerà ai grandi investitori istituzionali, tra cui assicurazioni, fondazioni e fondi pensione, in particolare a quelli che hanno già una significativa esposizione al rischio meteorologico. In pratica i fondi speculativi, approfittando della catastrofe climatica, contribuiranno attraverso alchimie finanziarie a muovere i prezzi delle materie prime dei prodotti agricoli. Certamente senza farsi grandi problemi per produttori e consumatori. E contribuiranno ancora di più a distruggere gli ecosistemi sul pianeta Terra.
Un’esagerazione? Purtroppo no. Basta leggere le parole rilasciate a un media messicano da Les Finemore, fondatore di Moreton Capital Partners, riportate da Bloomberg: «Sappiamo tutti che questo El Niño potrebbe essere il peggiore di sempre. Se ciò si verificasse, avrebbe incredibili implicazioni per l’inflazione alimentare», ha dichiarato Finemore. «Per questo cominceremo a fare trading quasi immediatamente all’inizio di luglio. Finora ci siamo concentrati sulla guerra in Iran, ma il prossimo grande evento sarà questo». E poi ha aggiunto che «il prossimo El Niño ha il potenziale per rimodellare la sicurezza alimentare globale». Ovvero per far guadagnare i fondi speculativi mentre centinaia di milioni di persone sprofonderanno nell’insicurezza alimentare. E di riflesso in nuove guerre, sfollamenti, migrazioni e disastri assortiti.
Distruggere il capitalismo e i fondi speculativi è l’unico modo di fermare El Niño
Secondo il fondatore di Moreton Capital Partners, infatti, le opportunità di guadagno non saranno solo nei prodotti agricoli direttamente interessati dalla catastrofe climatica alimentata da El Niño, come grano, mais, riso e olio di palma, ma si apriranno anche su materie prime come soia, zucchero, caffè e oli vegetali. Oltre ovviamente all’acqua, la cui scarsità sarà il tema dominante del prossimo futuro. E a tutta una serie di opportunità su cui speculare dovute agli effetti secondari della catastrofe. Ad esempio i contratti sull’alluminio di Shanghai, se in Cina si dovesse verificare una siccità tale da mettere sotto pressione l’energia idroelettrica, come ha spiegato lo stesso Finemore.
Insomma, mentre il mondo collassa di fronte alla catastrofe climatica, i fondi cercheranno di guadagnare. Ma non solo: oramai ci tengono proprio a farcelo sapere. A dircelo in faccia. Ecco come funziona il sistema. Ed ecco perché uscirne è l’unico modo per fermare la catastrofe climatica in corso e sperare di salvare quel poco che rimarrà della vita umana sul pianeta Terra, mentre l’1% più ricco della popolazione sta già studiando come salvarsi da solo nei bunker che si è costruita sotto terra o nella corsa alla colonizzazione interstellare dello spazio oramai sfinito.




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