Parte 12

Fuori dalla crisi con l’economia circolare: 10 miliardi da 6 banche pubbliche

Sei istituti nazionali, compresa l'italiana Cassa Depositi e Prestiti, hanno promesso 10 miliardi di euro per sostenere l'economia circolare

Di Andrea Barolini
La sede di Cassa Depositi e Prestiti. FOTO di Lalupa - Opera propria, CC BY-SA 4.0.

Dieci miliardi di euro. Le principali banche pubbliche dell’Unione europea hanno annunciato nello scorso mese di luglio la volontà di stanziare tale somma per sostenere il settore dell’economia circolare. Accelerando così la transizione verso un’economia sostenibile. Promotrici dell’iniziativa sono la Banca europea per gli investimenti (BEI), assieme a cinque istituti di altrettanti Paesi membri. Si tratta della Cassa Depositi e Prestiti italiana, della Bank Gospodarstwa Krajowego (BGK – Polonia), del Groupe Caisse des Dépôts (CDC – Francia), dell’Istituto de Crédito Oficial (ICO – Spagna) e della Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW – Germania).

Dalla concezione al riuso: fondi per l’intero ciclo di vita di beni e servizi

L’annuncio è stato effettuato il 18 luglio in occasione di un’iniziativa congiunta. In quell’occasione, si è specificato che le somme saranno erogate nel corso dei prossimi cinque anni, ovvero tra il 2019 e il 2023. «L’obiettivo – hanno spiegato i sei istituti finanziari – è di limitare e se possibile eliminare i rifiuti. Rafforzando un uso efficiente delle risorse e favorendo l’innovazione attraverso la circolarità».

In termini concreti, secondo i promotori, l’iniziativa permetterà di mettere a disposizione prestiti, investimenti o garanzie per progetti considerati attinenti. Ciò al fine di concedere fondi a infrastrutture pubbliche e private, enti pubblici, imprese di ogni dimensione. Così come a soggetti attivi nella ricerca e nell’innovazione. «Ci concentreremo – spiegano le banche in un comunicato – su tutti gli anelli del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi. Dalla concezione e produzione all’utilizzo. Dai metodi di prolungamento della durata di vita fino al recupero del valore grazie alla circolarità. Vengono citati così il riuso, la riparazione, il recupero dei materiali e delle acque usate.

«La lotta contro i cambiamenti climatici e le crisi ambientali – ha commentato il presidente della BEI Werner Hoyer – rappresenta la principale sfida della nostra epoca. Il rafforzamento dell’economia circolare costituisce una delle principali armi che abbiamo a disposizione. Essa contribuirà non soltanto a centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ma garantirà anche considerevoli vantaggi per i sistemi economici e per le società. Ci consentirà inoltre di unire le forze nella lotta agli sprechi».

CDP: «Vogliamo favorire un cambio di paradigma»

«Il nostro Piano industriale 2019-21 – ha aggiunto il presidente della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Fabrizio Palermo – per la prima volta punta a integrare la sostenibilità nelle scelte strategiche della società. Vogliamo favorire un cambiamento di paradigma, a vantaggio di un modello di sviluppo più ecologico e inclusivo. Ponendo l’accento in particolare sulle collettività locali».

Per fornire un’indicazione di quali sono i progetti che potranno ottenere i fondi, sono stati pubblicati alcuni esempi di iniziative già finanziate dagli istituti partner. In Francia, ad esempio, sono stati promossi finanziamenti di 15 milioni di euro a favore della società Phenix. Si tratta di un’azienda specializzata nella gestione intelligente dei rifiuti, che ha realizzato un progetto di donazione di generi alimentari non soltanto sul territorio transalpino ma anche in Spagna e Portogallo.

Tra gli esempi italiani, il caso della ex Sadoch di Trieste, che ha avviato un progetto di rigenerazione urbana con la riqualificazione di oltre 8 900 metri quadrati di edifici che un tempo ospitavano la fabbrica cartotecnica “Saul Sadoch”. Una testimonianza di considerevole valore storico per la città di Trieste situata nel cuore di un’area puramente residenziale. Il progetto è stato portato avanti da FVG Social Housing Fund, in cui CDP Investimenti SGR ha investito oltre 60 milioni di euro. A Milano, invece, sono stati stanziati oltre 40 milioni di euro per la riconversione dell’ex manifattura Tabacchi. Ovvero un complesso pubblico abbandonato di 90mila metri quadrati nell’ambito di un’area industriale dismessa.

Da Novamont a De Lage Landen: gli esempi virtuosi di progetti di economia circolare

Su scala europea, invece, è stato citato il caso dei fondi (un prestito della BEI di 30 milioni di euro) ottenuti dall’italiana Novamont. Leader nello sviluppo di bioplastiche e prodotti biochimici innovativi, biodegradabili e compostabili, l’azienda di Novara garantisce da anni un impulso concreto alla bioeconomia. Coinvolgendo l’agricoltura e promuovendo il riuso. Con risultati positivi anche per quanto riguarda l’innovazione in termini di materiali.

Sempre la BEI ha finanziato la società belga De Lage Landen (DLL) con un prestito BEI di 100 milioni di euro. DLL ripara e concede in locazione alle imprese attrezzature di seconda o terza mano. «L’impegno di DLL – ha spiegato la banca europea – non solo permetterà alle PMI di risparmiare risorse da investire in altri ambiti, ma contribuirà anche in maniera notevole alla realizzazione degli obiettivi europei in materia di economia circolare».

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